La spesa di Chiara

Questa è la storia di Chiara, una bimba che frequenta la classe terza della scuola primaria Margherita Zoebeli di Santa Giustina di Rimini, e di Giorgia Ricci, la sua insegnante di sostegno. Assieme hanno portato avanti un progetto che ha permesso a Chiara di migliorare la sua capacità di comunicare e di sperimentare un percorso di autonomia dentro e fuori la scuola.

Un lavoro che ha visto la collaborazione di tutta la classe: i compagni, l’educatrice Claudia e le maestre.

“Ciao a tutti, sono Chiara.

Dicono che ho la PraderWilli, io so solo di essere Chiara, una bambina allegra che adora ballare e a cui basta una canzone per far tornare il buon umore.

Questo è il secondo anno che a scuola ci sono Giorgia e Claudia, le mie maestre e, anche se non sono sempre così felice di vederle (perchè non mi fanno sempre cantare come io vorrei) devo ammettere che si impegnano per rendere la scuola un luogo più divertente. Ed è proprio divertendomi , assistendo alle loro più svariate “messa in scena” dei contenuti , che ho imparato tante cose, anche difficili!

Per me è ancora difficile rispondere a un saluto in tempi adeguati, fare domande o rispondere quando mi vengono fatte. Spesso sono così felice di vedere una persona interessata a me che la abbraccio forte (se qualcuno non me lo impedisce) e mi immergo in un mio mondo dove l’unica voce esistente è la mia. Sul mio PEI le maestre hanno scritto che occorre incoraggiarmi a fare richieste e mantenere la reciprocità sociale ma, se la scuola è opportunamente istruita nell’aiutarmi in questo percorso, perchè non allargare il tutto alle mura del paesino in cui si trova?

Ecco allora che le maestre e la mamma parlano di spesa, di merenda, di autonomie.. ed ecco che nascono le idee:

il lunedì mattina arrivo a scuola e nel mio zaino c’è la mia borsetta preferita. La apro, prendo il foglio con la lista della spesa e subito Gio parte con le domande: “Cosa compriamo oggi? Non hai capito? Rileggiamo! ah, 3 panini al latte. Dove Andiamo a comprare i panini?”

Non sempre individuo il giusto negozio, quindi le mie maestre hanno preparato delle immagini in cui oltre alla foto che mi ritrae nei vari negozi, ci sono le cose che si possono comprare in esso.

Poi passiamo al portafoglio, contiamo i soldi e facciamo una torre con i lego per rappresentare la quantità che ho prima della spesa.

Finalmente è il momento di uscire, metto la giacca (da sola da quando ho imparato che, mettendola sul banco con il lato del collo rivolto verso di me posso fare una bellissima magia e ritrovarmela addosso), dico ai bidelli dove siamo diretti (se mi distraggo loro mi fanno la domanda e Gio mi suggerisce la risposta nell’orecchio) e partiamo.

Appena arrivo al cancello ho imparato a dire immediatamente “Gio, mi dai le chiavi?”, ma lei anche se è contenta, alza ancora il tiro e vuole che la guardi negli occhi quando le parlo..difficilissimo..Ma ce la farò! A questo punto mi dà la chiave. In soli 3 mesi ho imparato a inchiavare con facilità, ora mi sto allenando ad infilare e togliere dalla serratura..Non è mica così semplice mantenere la chiave dritta! Richiudo il cancello e via, si parte!

Giriamo a.. “sinistra” dico io, ma Gio insiste che è a destra quindi prima o poi forse le crederò, e proseguiamo fino a raggiungere il centro. Durante il percorso cantiamo, contiamo fino a 40 e oltre, Gio mi descrive il paesaggio e il tempo..anche se il freddino lo sento bene e chiedo spesso una corsetta per riscaldarci. Ma muoverci all’aria aperta è impagabile in ogni stagione e io, forse più degli altri, ne ho davvero bisogno. Svoltiamo l’angolo dopo aver guardato e commentato la luce del semaforo ed ecco i negozi. Gio mi invita a guardare le insegne dei negozi e ormai li conosco, so anche che PT vuol dire poste anche se ancora non so bene cosa si faccia lì dentro dato che la mamma non ci ha ancora commissionato nulla alle poste.. Poi Gio continua: “Cosa dobbiamo comprare?e dove andiamo?” Non sempre la mia memoria mi viene in soccorso quindi Gio mi mostra la lista (dove grazie al Symwriter,ci sono anche le immagini) che mi ricorda quale negozio raggiungere.

Prima di entrare facciamo un po’ di prove.. Gio parte di nuovo all’attacco: “Chiara, apri la porta e dici?..” e io proseguo..”BUUUOOONGIORNO, VORREI..” , spesso però guardare con gli occhi a forma di cuore e un sorriso smagliante i diversi commessi mi impedisce di proseguire la frase..quindi Gio, se c’è bisogno mi sussurra nell’orecchio o mi invita a consegnare la lista per ottenere quanto desiderato. Al momento del pagamento è difficilissimo lasciare quelle monetine, sfregarle tra le mani mi piace tantissimo! Finita la spesa, torniamo a scuola e ripetiamo tutto come all’andata, per il tragitto, per aprire il cancello e raccontare poi fiera quello che ho comprato. Quando non sono troppo stanca riesco a guardare con maggior attenzione Gio che svuota il portafoglio e costruisce una seconda torre di lego per rappresentare i soldi che ci sono rimasti. Con facilità individuo la torre più alta e Gio spiega che prima della spesa avevamo più soldi..Mi piace lavorare sul Prima e sul dopo.

Questo accade ogni lunedì, ma non è finita..

Il mercoledì e il venerdì nella mia scuola tutti mangiamo frutta e verdura, io in realtà tutti i giorni a causa della mia dieta speciale..Ogni settimana Claudia e Gio, leggono 4 nomi dall’elenco dei miei compagni: è a loro che venerdì prepareremo la merenda.

Dopo che mi hanno consegnato la frutta partiamo con i preparativi: di sotto in cucina a prendere piatto e coltello, poi a lavare le mani (starei le ore a sfregare le mani sotto l’acqua, ma pare che non sia una bella abitudine) e infine guardiamo che frutta hanno portato da casa. Iniziamo a sbucciare i mandarini e le banane, a tagliare (con l’aiuto di Gio) a pezzetti la frutta..Non è così facile impugnare bene il coltello..e neanche mantenere lo sguardo e l’attenzione per ciò che sto facendo! Se ci sono le mele prendiamo uno strano aggeggio con una manovella che io faccio girare ed esce fuori la mela a forma di elica..Forte! Con le arance i miei amici , che ho abituato bene, amano le spremute e noi li accontentiamo! Quanti movimenti diversi sto provando!! Adesso arriva il momento creativo: mettiamo tutto in cialde gelato o in coloratissime coppette in plastica (non usa e getta perchè Gio dice di tenere all’ambiente e le piace guardarmi lavare tutto dopo la merenda) e abbelliamo con ombrellini, cuoricini, biscotti, meringhe..versiamo la spremuta (difficile, aiuto!)e carichiamo tutto sul vassoio (una vera prova di equilibrio e concentrazione). I miei compagni mi aspettano con ansia e fanno a gara per chi riceve la composizione migliore. Il momento della frutta diventa un momento di sorpresa e gioia per tutti!! Anche Marco, che proprio di mangiare la frutta non ne vuole sapere, attratto dalle mie creazioni ha chiesto di poter assaggiare una spremuta! Un gran risultato!

Gio a questo punto pensa: “Perchè non portare la merenda anche alle maestre delle altre classi?? Così tutti potranno conoscere un po’ meglio me e accogliere con entusiasmo le nostre creazioni!” Finora così è stato e siamo tutti molto contenti dei benefici, delle abilità che posso sviluppare, delle relazioni che posso creare e del benessere che posso assaporare.”

La spesa di Chiara, il servizio di IcaroTV per Tikva

Identità in cammino

L’integrazione scolastica degli alunni con disabilità costituisce un punto di forza del sistema educativo italiano.

La scuola italiana, infatti, vuole essere una comunità accogliente nella quale tutti gli alunni, a prescindere dalle loro diversità funzionali, possano realizzare esperienze di crescita individuale e sociale. Perseguire questo obiettivo non è tuttavia sempre facile: occorre infatti una profonda sinergia e una attenta progettualità tra tutti i contesti di riferimentoche gravitano intorno alle persone con disabilità e un dialogo costante tra le professionalità interne alla scuola e le risorse offerte dal territorio.

In questo contesto si inserisce l’iniziativa: “IDENTITA’ IN CAMMINO – Percorsi, emozioni, dinamiche, esigenze e relazioni: il mondo vissuto da diverse prospettive” promossa dall’Associazione Famiglie Sindrome di Prader-Willi – Emilia Romagna, insieme alla Direzione Didattica del 10° Circolo di Modena, al Comitato Genitori Palestrina e al Comitato Genitori Ferraris.

Le tematiche scelte per i due incontri, che si sono tenuti a Modena venerdì 28 marzo 2014 presso la scuola primaria Palestrina e venerdì 4 aprile 2014 presso la scuola media statale Galileo Ferraris, hanno riguardato argomenti come l’affettività, la sessualità e le problematiche di fratelli e sorelle (siblings) di persone disabili.

Scopo delle serate era quello di indurre ad una riflessione su dinamiche relazionali ed emotive di interesse comune che diventano ancor più significative da affrontare per persone con disabilità e per i loro familiari.

 

Testi a cura di Rossana Grossi, psicologa dell’Associazione Prader-Willi Emilia Romagna.
Raccolta, elaborazione e pubblicazione: Mila Benati, MEMO Multicentro Educativo del Comune di Modena.

affettività1
affettività2
benvenuti olanda1
benvenuti olanda2