Nell’incontro dei gruppi di genitori di novembre scorso moderato dagli psicologi Stefano Capretto ed Elisabetta Vignali abbiamo riflettuto su cosa è stato di aiuto per le famiglie nella gestione del cibo nei contesti extra-familiari.
La prevenzione rimane al centro di ogni riflessione riguardante il cibo e la sua gestione. I contesti extra-familiari sono fondamentali per i nostri ragazzi in quanto favoriscono la socializzazione, l’acquisizione di nuove competenze relazionali e personali e un certo grado di autonomia. Allo stesso tempo, la fragilità e la dipendenza da un adulto di riferimento rendono queste situazioni una possibile fonte di preoccupazione per i genitori.
Trattandosi, in particolar modo, di una sindrome rara, è fondamentale fornire agli insegnanti, operatori, educatori di riferimento informazioni dettagliate e precise per sensibilizzare i diversi contesti sociali al controllo degli aspetti psicosociali e ambientali.
Durante la riflessione e lo scambio in gruppo sono emerse differenze soggettive importanti. I tempi di apertura a contesti extra-familiari sono soggettivi e altrettanto le esperienze che i ragazzi hanno fatto nel loro percorso di vita.
Per alcuni ragazzi è emerso quanto la ricerca ossessiva di cibo, in alcuni momenti di vita, possa rappresentare il fattore motivante che lo porta a frequentare il centro di lavoro. Per altri i contesti di lavoro e gli ambiti ricreativi favoriscono, se ben preparati, relazioni amicali che possono anche distrarre dallo stimolo cibo.
È emersa da parte di genitori di ragazzi più adulti la fatica a mantenere una certa fermezza nel far rispettare le regole alimentari: nei primi anni di vita la presa in carico da parte dell’equipe plurispecialistica permette un contatto e una sensibilizzazione costante ai temi riguardanti la gestione dell’alimentazione. Questo aspetto aiuta le famiglie a coltivare una motivazione, a tenere duro e a contrastare la naturale fatica che tale controllo comporta. Negli anni successivi, soprattutto dopo il compimento della maggiore età, la rete di sostegno spesso si dilata e questo
contribuisce, insieme ad altri fattori, a mollare un po’ la regolazione.
Nel contesto extra-familiare è fondamentale il compromesso: stabilire prima dell’evento sociale delle piccole regole di comportamento, rendere il più prevedibile possibile quanto vivrà il ragazzo permette di ridurre l’ansia e a contenere la naturale voracità che è condizione di base in tali contesti. Agire prima è fondamentale perché da parte dei genitori è esperienza comune quanto una volta sdoganate alcune regole sia poi difficile ripristinarle.
L’importanza per i ragazzi di vivere esperienze di vita in contesti extra-familiari rende determinante il dialogo costante tra genitori e chi si occupa di loro.
La riflessione e lo scambio di esperienze in gruppo favorisce la consapevolezza di quanto i momenti di vita esterni alla famiglia siano fondamentali e può aiutare ad avere meno paura nell’accompagnamento di tali passaggi.
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